"I campi di lavoro forzati non sono poi cosi' male. Ce ne hanno fatto visitare uno al corso di addestramento di base. Ci sono le docce, e letti con i materassi, e attività ricreative come la pallavolo. Attività artistiche. Si possono coltivare hobby come l'artigianato, ha presente? Per esempio, fare candele. A mano. E i familiari possono mandare pacchi, e una volta al mese loro o gli amici possono venire a trovarla - Aggiunse: - E si può professare la propria fede nella propria chiesa preferita.
Jason disse, sardonico: - La mia chiesa preferita è il mondo libero, all'aperto." (Philip K. Dick)

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sabato 23 gennaio 2016

Umano bio...

Iniziativa choc: umani nel cellophane come in macelleria

Pordenone: bambolotti a pezzi e una ragazza in “carne e ossa” esposti in vetrina in occasione della “Settimana per l’abolizione della carne

Fonte: Messaggero Veneto

giovedì 17 settembre 2015

Undicesimo incontro di liberazione animale - 18-19-20 settembre



L’XI edizione dell’Incontro di Liberazione Animale si terrà il 18 – 19 – 20 settembre alla nuova casa del popolo “La Casona” a Ponticelli di Malalbergo (Bo)
Via Ponticelli, 43, Ponticelli di Malalbergo (Bologna)
Sul sito web www.incontroliberazioneanimale.net informazioni e programma.

lunedì 13 aprile 2015

Expo 2015 - Nutrire il pianeta, riempire i macelli

Fonte: www.liberazioni.org

Expo 2015 - Nutrire il pianeta, riempire i macelli
di M. Reggio



Expo 2015 si avvicina. Con il suo slogan, «Nutrire il pianeta, energia per la vita», il Primo maggio (data non casuale) avrà inizio a Milano l’Esposizione Universale che costituirà «il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione»[1]. Come è noto, questa iniziativa costituisce per il capitalismo un momento importantissimo di rilancio, autocelebrazione, promozione e diffusione del proprio ordine simbolico, ma anche di pubblicizzazione di merci, settori produttivi, tecnologie e servizi. La corsa verso questo appuntamento – che si è rivelata una corsa a ostacoli fra le insidie della cor ruzione politica e finanziaria e le più oscene e imbarazzanti infiltrazioni mafiose – non può che registrare lo sviluppo di una critica e di un’opposizione a partire dal territorio interessato. Expo ha un carattere ideologico e concretamente devastante sulle vite delle persone. Da quando il capoluogo lombardo è diventato ufficialmente sede dell’esposizione (marzo 2008), associazioni, gruppi e comitati, che hanno intrapreso un lavoro di smascheramento e controinformazione su questo evento, si sono riuniti sotto la sigla No Expo, che ha organizzato diverse iniziative di approfondimento e di protesta.

martedì 27 gennaio 2015

Intervento Liberati Da Expo alla nazionale NoExpo

da: http://antispefa.noblogs.org/intervento-liberati-da-expo-alla-nazionale-noexpo/

Riproponiamo il testo di Liberati da Expo letto Sabato 17 Gennaio durante l’assemblea nazionale NoExpo. Un primo documento da cui partire, certamente incompleto a causa del poco tempo a disposizione, ma un tentativo  di portare, all’interno della lotta NOEXPO e oltre, le due questioni che più premono “Liberati da Expo”, cioè quella animale e quella dei generi.
Per fermarci non bastano università sprangate e piene di sbirri.
Con ogni mezzo possibile, finchè ogni gabbia non sarà vuota!!


Ciao,
siamo delle individualità antispeciste e lgbtqueer che si stanno affiancando ai movimenti di lotta contro Expo2015. Il primo momento di piazza in cui ci siamo espressi è stato al corteo dello scorso ottobre, con lo spezzone Liberati Da Expo nell’intento di portare all’interno della lotta NoExpo una visione che comprenda un approccio ecologista e antispecista, con il chiaro obiettivo di una sovversione dell’esistente, intento che vogliamo portare avanti nei prossimi mesi, anche oltre il grande evento.
Nella misura in cui pretendiamo di non essere imprigionati, sfruttati e dominati, non si può continuare a imprigionare, dominare e sfruttare soggetti più deboli o diversi da noi, siano essi umani che non umani.
Tema fondante di Expo2015 è l’alimentazione, tema che non può prescindere dalla liberazione animale e della terra. Allo stesso modo debito, cemento, precarietà, parole d’ordine alla lotta ad Expo2015, non possono prescindere dallo sfruttamento animale. Le prime tre voci non sono più sufficienti a raccontare il reale dentro e intorno a noi perché sono voci di nocività superate dagli eventi. Certo continueremo a usarle e a combattere qualunque sistema le utilizzi e le voglia imporre, ma è tempo di effettuare un salto di qualità che dovrà saper affrontare soprattutto il cuore del grande evento: l’alimentazione. Serve confliggere con Expo2015 perchè evento capitalista di matrice biopolitica che entra direttamente nel nostro piatto e di conseguenza nel nostro corpo e nell’ambiente in cui viviamo. Questo evento specula sul cibo, su chi e cosa è ritenuto cibo, su aspetti naturali come suolo, acqua ed energia, su agricoltura, allevamento e alimentazione come ambiti di una cultura specista e antropocentrica; un evento, aggiungiamo, che trova appoggi sociali e legittimità culturale nel terzo settore di Expo dei Popoli -ospitato a cascina Triulza- e che parallelamente incarna lo spirito neoliberista che ci vuole tutte e tutti assoggettati al mercato delle multinazionali dell’agribusiness, delle nanotecnologie e degli OGM, in una continua e onnipresente lotta al Pianeta e alla vita libera, sia essa umana o non umana.
 La liberazione animale deve integrare le altre lotte per poter sfiancare il dominio, ma deve essere anche fondante per il futuro che cerchiamo di immaginarci, futuro che il grande evento tenta di vendere nascondendosi dietro le parole green o pink, nell’intento di continuare ad avere sostegno nonostante gli anni di crisi economica ed esistenziale per migliaia di esseri umani e famiglie.
Attraverso l’alimentazione si possono fare scelte importanti per gli animali umani e non umani, non mangiare nulla di derivazione animale risparmierebbe loro rabbia, dolore e morte, concretizzerebbe il rispetto dell’altro, del suo spazio, tempo e socialità, li riscatterebbe portando al collasso l’intero disfunzionante sistema capitalista.
Solo in occidente 54 miliardi di animali, senza contare pesci e molluschi, ogni anno vengono massacrati, creando, inoltre, un concentramento di CO2 nell’atmosfera, tale da rendere impossibile un proseguo di tutta la vita sul pianeta.
 Liberare chi è incatenato a questa produzione è uno degli obiettivi. Alimentarsi è una pratica che determina importanti cambiamenti rivoluzionari.
 Ford nel 1913 creò la catena di montaggio osservando il lavoro di smembramento, dissezione e stoccaggio in un macello, questo sistema ha prodotto nel tempo lo sfruttamento umano (tanto da essere stato modello anche per i campi di concentramento nazisti) e la trasformazione da soggetti attivi a consumatori passivi.  Lo smontaggio dei corpi in quel macello è padre dell’attuale precarietà, le nostre vite quotidiane sono state determinate proprio dalla riduzione in pezzi degli animali. Le catene che legano quelle vite sono le stesse che ci legano a questo sistema, sistema che può essere distrutto solo spezzandole.  Se tutto questo resterà ancora sullo sfondo, sullo sfondo rimarremo anche noi tutti e tutte.
Da qui a un futuro che andrà oltre Expo2015, dobbiamo proporre come desiderabile e concreta una prospettiva di libertà e di convivenza non mercificata, non antropocentrica né specista. Una prospettiva che può iniziare ora dalle scelte alimentari adottate da chi partecipa a questo incontro e che ha come potentissima conseguenza l’abbraccio di una cultura e di una socialità di autogestione, di libertà e di mutuo aiuto. Una orizzontalità e un riconoscimento di dignità che implicano l’abbandono di ogni sfruttamento, fosse quello verso l’ambiente, quello tra esseri umani e quello che culturalmente si applica da secoli verso gli animali non umani.
 Per questo crediamo e proponiamo che il cuore della lotta anticapitalista che portiamo avanti trovi il suo focus sul tema ufficiale di Expo e sulla società che vogliamo in futuro fare nostra, che necessariamente dovrà essere antispecista e radicalmente ecologista.

giovedì 11 dicembre 2014

Torino: contro Eataly e EXPO 2015

da informa-azione.info
riceviamo e diffondiamo:


Sabato 29 novembre davanti allo store di Eataly-Lingotto una sessantina di compagn* ha proposto dell’ottimo cibo senza sfruttamento, volantinando e informando i passanti con uno striscione circa le dinamiche di oppressione e nocività messe in atto da Eataly e da Expo2015.

Pane appena sfornato, marmellate e distillati autoprodotti sono stati condivisi liberamente con le persone di passaggio, in opposizione alla mercificazione del cibo e del vivente che ogni giorno ha luogo all’interno (e all’esterno) di questa e altre strutture del capitale.

Nonostante la pioggia battente e l’immancabile presenza delle forze del dis-ordine, sono stati dati in un paio d’ore centinaia di volantini agli incuriositi avventori.

Alleghiamo i testi distribuiti, auspicando che altre iniziative contro chi e cosa Expo rappresenta vengano replicate secondo le modalità di ognun* ovunque possibile.

Expo fa male, ma non tutt* lo sanno!

Collettivi antifascisti antispecisti e Torino Squatters

Volantini in formato .pdf:

Nà magnata da Oscar!
No Expo Torino

giovedì 28 novembre 2013

CIWF - La china scivolosa della compassione: appello per una presa di posizione contro le campagne pseudo-animaliste

Care attiviste, cari attivisti per la liberazione animale,
CIWF: Compassion in World Farming?

crediamo sia giunto il momento di fare chiarezza su iniziative pseudoanimaliste che spesso si propagano in rete e creano confusione in chi non è abbastanza attento al significato delle parole o non ha ancora le idee precise su quali siano le richieste del movimento per la liberazione animale.
Pensiamo che, visto il dilagare del fenomeno, i movimenti animalista e antispecista dovrebbero prendere posizione riguardo a certo welfarismo che si spaccia per animalismo e annacqua, diluisce e di fatto inquina il nostro messaggio.

Iniziative come la recente raccolta di 250.000 firme in Europa per rendere l'allevamento dei Maiali più "etico", senza la benché minima contrarietà all'allevamento in sé, rischiano di fare danno alle istanze di liberazione animale, senza peraltro determinare alcun cambiamento della drammatica situazione in cui versano gli animali.

Chiediamo ai gruppi ed alle associazioni animaliste/antispeciste di prendere una posizione chiara raccogliendo il seguente appello.

Progetto Bio-Violenza
Campagne per gli Animali


LEGGI IL TESTO DELL'APPELLO

Le adesioni possono essere inviate a: bioviolenza@gmail.com. 


Adesioni (aggiornate al 10/3/2016):


Abolizione Carne Italia 
AFVG - Animalisti Friuli Venezia Giulia
Agripunk
All4animals
Animalmente
Animal SOS
Antispefa - Antispecisti Antifascisti
Antispecismo Sassari
Associazione Canili Veneto
Apida
Asinus Novus
Associazione d'Idee onlus 
Attacca l'Adesivo
La Vera Bestia
Laboratorio Antispecista Palermo
LAC - Lega per l'abolizione della caccia (sez. Piemonte)
LAC - Lega per l'abolizione della caccia (sez. Pinerolo)
LEAL - Lega Antivivisezionista

Lega Nazionale del Cane (Sez. Crotone)
Liberazioni - rivista antispecista
Liberiamiamoli
LIDA – Lega italiana per i diritti dell’animale
Manifestoantispecista.org
Mappa Vegana Italiana

Movimento Antispecista
OIPA
Oltre la Specie
Parte in causa
Pelo & Contropelo

Per Animalia Veritas
Progetto Sirio

Rewild club
Salviamo gli Orsi della Luna

Terranomala
Terrestri

Troglodita Tribe
Un Mondo Sbagliato (Croazia)
UNA Cremona
Vegani Castellani 
Veganierranti
Veganzetta




giovedì 25 ottobre 2012

Che cos'è lo sfruttamento sostenibile?

Che cos'è lo sfruttamento sostenibile?
Uno scherzo? Una provocazione?
Forse un'allusione alle guerre umanitarie?
O alle missioni di pace?

Siamo andati, due anni fa, a chiederlo a Slow Food, l'associazione che organizza il Salone del Gusto di Torino.

Abbiamo pensato che fosse - Slow Food con il suo Presidente Carlo Petrini - una delle realtà più ferrate sul tema, dato il gran parlare che fa di produzioni "sostenibili", allevamento "etico", rispetto dei diritti.

Siamo andati a chiederlo l'anno scorso alla fiera della pesca sostenibile, Slow Fish (eh sì, ci ha incuriosito anche la pesca sostenibile, lo ammettiamo).

Siamo andati a chiederlo alla cerimonia di inaugurazione del Salone del Gusto 2012 e abbiamo volantinato alla stampa presente le ragioni di chi lo sfruttamento sostenibile, negli allevamenti bio-eco-compatibili, lo vive quotidianamente: gli animali.

Andremo a chiederlo pubblicamente, in piazza, domenica 28 ottobre.
Davanti al Salone del Gusto 2012, dalle 10 alle 19, presso Lingotto Fiere, via Nizza 280 - Torino.
Per chi vuole partecipare, i dettagli sono qui:

Nel frattempo, una prima risposta l'abbiamo trovata vedendo l'anteprima fotografica del Salone su corriere.it.

Probabilmente, lo sfruttamento sostenibile è questo:


mercoledì 17 ottobre 2012

Torino 28 ottobre: in piazza per gli schiavi non umani

DOMENICA 28 OTTOBRE
Torino, Lingotto Fiere, via Nizza 280
DALLE 10.00 ALLE 19.00

PRESIDIO CONTRO LO SFRUTTAMENTO "SOSTENIBILE
"

Associazioni e singoli possono inviare la propria adesione al presidio scrivendo a: bioviolenza@gmail.com
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Torna l'appuntamento biennale con il Salone del Gusto di Torino e "Terra Madre", iniziativa internazionale promossa da Slow Food con il finanziamento delle istituzioni statali, regionali e comunali.

Con il Salone del Gusto, torna anche, però, l'apologia della schiavitù animale. Migliaia di corpi senza vita saranno in vendita presso gli stand della fiera, fra i discorsi sulla sostenibilità ambientale e la difesa dei piccoli agricoltori.

Due anni fa il Progetto BioViolenza era andato a mostrare l'ipocrisia di chi parla di etica, diritti dei lavoratori del terzo mondo, equa distribuzione delle risorse alimentari, prodotti a km zero e persino di "benessere animale".

Due anni fa abbiamo rovinato la festa di questi signori, intervenendo senza invito alla conferenza finale di "Terra Madre", per ricordare le vittime senza voce che per l'allevamento "sostenibile" sono soltanto fonte di carne, latte, uova e non esseri senzienti, e per ricordare che etica e sostenibilità non possono essere promosse per alcuni soggetti (umani) a spese di altri (non umani).

Anche quest'anno, andremo a chiedere con determinazione un vero confronto con Slow Food sul tema che ci sta a cuore: è legittimo imprigionare e uccidere degli esseri viventi per la nostra alimentazione soltanto perchè non possono difendersi? E: se lo sfruttamento è "dolce", non inquina e produce cibi più salutari, diventa ammissibile?

DOMENICA 28 OTTOBRE - TORINO, LINGOTTO FIERE, VIA NIZZA 280

DALLE 10.00 ALLE 19.00

PRESIDIO CONTRO LO SFRUTTAMENTO "SOSTENIBILE
"


Evento facebook:  http://www.facebook.com/events/442004555841590/

www.bioviolenza.blogspot.it

giovedì 4 ottobre 2012

Slow Food e Terra Madre: lettera a Carlo Petrini

In attesa della tre giorni del Salone del Gusto / Terra Madre, che si terrà a Torino, e del presidio di controinformazione e protesta contro l'allevamento "sostenibile" organizzato per domenica 28 ottobre, pubblichiamo qui la lettera che abbiamo inviato a Carlo Petrini, presidente di Slow Food, come Progetto BioViolenza.

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Egr. Carlo Petrini,

a nome degli attivisti animalisti che in questi anni si stanno occupando dell'analisi di quella che noi definiamo “bio-violenza” o “happy meat” (vedi www.bioviolenza.blogspot.it/), vorrei ricordarle alcune questioni di cui abbiamo discusso sia con lei direttamente che con alcuni rappresentanti di Slow Food.

Al Salone del Gusto di Torino di due anni fa, gli animalisti hanno distribuito per tre giorni migliaia di volantini per denunciare la mancanza di un punto di vista etico diverso dal vostro in un evento che fa dell’etica il suo cavallo di battaglia. Con un blitz all’assemblea finale di “Terra Madre”, davanti a migliaia di delegati e giornalisti da tutto il mondo, alcuni attivisti si erano conquistati anche lo spazio per evidenziare quella posizione, tutta antropocentrica, di chi discetta di etica, benessere e sostenibilità, mentre nello stesso tempo non riesce ancora a fare a meno dello sfruttamento e dell'uccisione di altri viventi senza porsi problemi di coscienza, per'altro in sintonia con fette importanti di popolazione "sensibile" e di realtà produttive “sostenibili”, sia per quanto riguarda le condizioni dei lavoratori, lo sviluppo locale e la tutela dell'ambiente, ma non ancora, purtroppo, nei confronti della sofferenza degli animali.

Abbiamo contestato “Slow Fish” a Genova. Se i mammiferi sembrano meritare almeno un abbozzo di discussione sulle modalità con cui dovrebbero poter condurre la loro breve vita, è evidente che i pesci non godono nemmeno della minima considerazione. L’unico problema che Slow Food considera sono i danni agli ecosistemi, all’ambiente, alla quantità di fauna marina disponibile. Della sofferenza dei pesci non interessa nulla a nessuno, neppure ai vostri “esperti” biologi marini che negano ancora, nonostante i molti studi di etologi illustri sull’argomento, che il sistema nervoso dei pesci sia sensibile al dolore in modo paragonabile a quello dei mammiferi (nel caso volesse approfondire, abbiamo una registrazione -che possiamo spedirle- con il Presidente del Comitato Scientifico, dott. Silvio Greco, che durante il colloquio con una nostra delegazione a “Slow Fish” anacronisticamente sosteneva una differenza qualitativa della sofferenza tra pesci e altri animali terrestri – sic).

In queste circostanze ci avete detto che il dialogo con gli animalisti è auspicabile, che dovrebbe essere incentivato e ci avete spronato ad un confronto, e siamo qui a ribadire e rinnovare la nostra disponibilità.

Molte persone che gravitano intorno a Slow Food sono anche animaliste: lo dimostrano, oltre alla quantità dei vostri associati vegetariani e vegani, gli applausi che hanno accompagnato le parole di protesta a favore della "liberazione" animale durante il blitz di cui sopra. Anche per questo riteniamo doveroso proporre la discussione etica sull’importanza della vita dei singoli individui animali al centro del vostro/nostro dibattito.

Chiediamo quindi di partecipare alla prossima edizione del Salone del Gusto di Torino con un intervento corposo e non occasionale, fortuito o strappato con la furbizia. Vorremmo dunque concordare con lei direttamente (o con uno degli organizzatori principali dell’evento) le modalità di un nostro intervento, in occasione della Conferenza finale di “Terra Madre”. Vorremmo dare voce agli ospiti muti che, loro malgrado, parteciperanno alla fiera, nella speranza di aprire un dibattito serio e costruttivo sull'utilizzo degli animali nella produzione, mettendo in discussione anche il concetto – per noi ambiguo – di “benessere animale”. Uno spazio ufficiale con pari dignità rispetto agli altri potrebbe dimostrare che, almeno sul piano del dibattito, il tema dei soggetti animali ha analoga considerazione rispetto agli altri importanti temi etici di cui Slow Food si è fatta carico in questi anni. Siamo certi che, a differenza di come è stato in passato, si possa reciprocamente considerare il dibattito sul tema come un'importante opportunità di confronto.



Bio-violenza

www.bioviolenza.blogspot.it

martedì 2 ottobre 2012

28 ottobre, Salone del Gusto di Torino: in piazza contro lo sfruttamento sostenibile



Torna l'appuntamento biennale con il Salone del Gusto di Torino e "Terra Madre", iniziativa internazionale promossa da Slow Food con il finanziamento delle istituzioni statali, regionali e comunali.


Con il Salone del Gusto, torna anche, però, l'apologia della schiavitù animale. Migliaia di corpi senza vita saranno in vendita presso gli stand della fiera, fra i discorsi sulla sostenibilità ambientale e la difesa dei piccoli agricoltori.


Due anni fa il Progetto BioViolenza era andato a mostrare l'ipocrisia di chi parla di etica, diritti dei lavoratori del terzo mondo, equa distribuzione delle risorse alimentari, prodotti a km zero e persino di "benessere animale".

Due anni fa abbiamo rovinato la festa di questi signori, intervenendo senza invito alla conferenza finale di "Terra Madre", per ricordare le vittime senza voce che per l'allevamento "sostenibile" sono soltanto fonte di carne, latte, uova e non esseri senzienti, e per ricordare che etica e sostenibilità non possono essere promosse per alcuni soggetti (umani) a spese di altri (non umani).



Anche quest'anno, andremo a chiedere con determinazione un vero confronto con Slow Food sul tema che ci sta a cuore: è legittimo imprigionare e uccidere degli esseri viventi per la nostra alimentazione soltanto perchè non possono difendersi? E: se lo sfruttamento è "dolce", non inquina e produce cibi più salutari, diventa ammissibile?

DOMENICA 28 OTTOBRE - TORINO, LINGOTTO FIERE, VIA NIZZA 280
DALLE 10.00 ALLE 19.00
PRESIDIO CONTRO LO SFRUTTAMENTO "SOSTENIBILE